Bolidi – Il primo romanzo su blog

Ottobre 2, 2007

Archiviato in: Bolidi, Primo capitolo — bolidi @ 10:05 am

A guardarla cosi’ era ancora piu’ bella. Immobile, stesa sul divano, con il solo costume addosso, i capelli sciolti, la testa reclinata per tenere il ghiaccio, le palpebre socchiuse, le gambe accavallate…forse si stava addormentando. Michael ando’ nella stanza accanto, cercando di non disturbare il sonno dei signori Gristar, e prese un lenzuolo. Stava avvolgendola delicatamente quando le mani di lei gli presero dolcemente il viso e lo unirono al suo. Era la seconda volta quella sera. Ma ora era diverso. Dopo un momento di panico iniziale, ora anche lui partecipava attivamente e le si era a poco a poco sdraiato accanto, senza mai staccarsi da lei. Poi le loro lingue si incontrarono ed entrambi ebbero un sussulto per quel gesto cosi’ intimo, per poi fremere di gioia.

Finalmente si staccarono. I volti arrossati per lo sforzo e per la passione ora ardevano per il desiderio. Rimasero per un attimo ad osservarsi, poi si alzarono e dopo un cenno di assenso si diressero in camera. Dapprima Serena socchiuse piano piano la porta, poi abbasso’ la maniglia e fece girare la chiave nella serratura fino a quando scatto’. Ora erano soli. Che bella sensazione! Il mondo la’ fuori, frenetico e caotico, loro dentro quella stanza che li isolava e li rendeva cosi’ liberi. Michael si tolse la maglietta e il cappellino degli Yankees che teneva perennemente in testa al contrario e si adagio’ sul materasso coi soli boxer indosso. Era cosi’ eccitato che avrebbe voluto gridare e tirare pugni al muro. Ma non fece nulla. Rimase in attesa di una mossa della sua compagna.

Lei gli sorrise e si rilasso’, sdraiandosi accanto a lui sul letto. Erano molto vicini e toccandosi si eccitavano. Dapprima lei gli sfioro’ delicatamente le labbra, poi piu’ intensamente, fin quasi a mordergliele, e si adagio’ sopra di lui.

Michael sentendo i seni di lei schiacciati sul suo petto nudo fremeva. Comincio’ ad accarezzarle la schiena, con un movimento continuo e delicato, scendendo via via verso il sedere. Li’ le sue mani strinsero impulsivamente, per poi adagiarsi ancora piu’ in basso, tra le gambe leggermente divaricate. Poi entrambi sussultarono e ci fu un silenzio sepolcrale nella stanza. Qualcuno aveva tentato di abbassare la maniglia della stanza e, dato che non era stato possibile entrare, aveva dato due colpi sordi sul legno.

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