Bolidi – Il primo romanzo su blog

Settembre 12, 2007

Archiviato in: Bolidi, Primo capitolo — bolidi @ 2:54 pm

«Tu sei falsa», taglio’ corto Rob «e non mantieni la parola data»

«Non ti accorgi che stai dicendo solo stronzate? O sei talmente stupido che… »

Serena non riusci’ neanche a terminare la frase, che il ragazzo si avvicino’ e le tiro’ un malrovescio «Troia! » che la fece cadere per terra.

«Serena..! », urlo’ atterrito Michael, mentre sopraggiungeva e la aiutava ad alzarsi. Quando i loro occhi si incontrarono per un attimo, senti un tuffo al cuore.

«Tu, porco bastardo, sfiorale ancora un solo capello e io… »

«E tu cosa, sporco negro… »

«Ti ammazzo! Hai capito? »

«E dai, perche’ non ci provi? Eh? Te la stai facendo sotto? Ho sentito dire che i negri non hanno le palle… »

Era troppo. In un attimo, senza riflettere, Michael gli fu addosso. Gli rifilo’ un malrovescio violentissimo in pieno volto e una ginocchiata allo sterno. Rob incredulo urlo’ e si raggomitolo’ per terra dal dolore. Un rivolo di sangue gli usciva dalla parte destra della bocca, un canino aveva perforato il labbro inferiore. Il sapore dolce del sangue gli ricordo’ quando a tre anni suo padre lo aveva schiaffeggiato rabbiosamente, dopo una sua interminabile scenata isterica. Era impensabile che qualcuno lo trattasse cosi’ una seconda volta.

«Ragazzi addosso, fatelo fuori», disse ai suoi, con quel tanto di voce che riusci’ a tirar fuori.

«Beh che succede?!? »

«Dio sia lodato» penso’ Serena, mentre Rob e la sua banda aveano gia’ scavalcato la siepe ed erano scomparsi nell’oscurita’.

Poi la madre di Mark si avvicino’ a loro e chiese: «Michael, cos’e’ successo? »

«Quei ragazzi volevano violentarla» e indico’ la ragazza.

«Bastardi! Meritano una lezione»

«E’ quello che ho pensato io! Per questo… »

«Per questo che mi ha difesa coraggiosamente» continuo’ Serena, «passava di qua e fortunatamente ha sentito le mie urla; giunto sul posto si e’ reso subito conto di cio’ che stava accadendo e… »

«Ok ok, ho capito», la interruppe la donna, «vuoi mettere un po’ di ghiaccio sulla botta? »

Serena rammento’ la manata e un fastidioso formicolio alla mandibola destra, che le prendeva anche la tempia. Ma fece finta di nulla. «No grazie, non serve, e poi sto andando a casa».

«Guarda se vuoi… »

«La ringraziamo signora Stuart, ma non si disturbi, davvero; adesso la accompagno io al bongalow». Serena si senti’ sollevata alle parole del ragazzo.

«Va bene, come preferite. Allora buona notte…e attenti, perche’ magari la prossima volta non saro’ in giro a camminare alle 3 di notte… »

«Grazie di cuore, davvero», rispose Michael. «E buona notte»

Settembre 3, 2007

Archiviato in: Bolidi, Primo capitolo — bolidi @ 2:43 pm

«Non ti piaccio?? » gli domando’ senza alcuna remora.

«Be, non e’ questo», menti’ sfacciatamente. «Il mio cuore e’ gia’ impegnato, capisci? ».

Non era vero, ma poteva avere un’ambigua interpretazione. La ragazza non oso’ oltre e girandosi sfacciatamente lo congedo’.

«Brrrr….me la sono vista brutta», penso’, aprendo con decisione la porta del caravan. Immediatamente l’odore delle cozze invase le sue narici e lo penetro’ fino ai bassifondi dei polmoni. Sua madre adorava cucinare il pesce: questo poteva spiegare il consueto “puzzo”, non l’impensabile e a dir poco incredibile disordine che regnava nella cucina-salotto. Senza badarci, evitando di calpestare qualcosa e, laddove non era possible, scansando cianfrusaglie, raggiunse la scaletta che portava al piano di sopra. Si butto’ sulla cenciosa brandina e socchiuse gli occhi. Stette qualche minuto immobile, ascoltando i rumori nei quali era immersa la roulotte. In lontananza il rimbombo ovattato della discoteca del camping, che sarebbe andata avanti fin quasi al mattino, piu’ vicino il miagolio insistente di un gatto; dapprima lamentoso, poi quasi isterico. Michael si alzo’ e ridiscese in cucina. Spalanco’ la porta del frigo e constato’ con disappunto che era tristemente vuoto. Aveva sete. Usci’. Vide il gatto arrapato, che lo fissava con occhi stralunati. Afferro’ un sasso da terra, prese la mira, ritrasse il braccio per scagliare…ma il gatto era scomparso. Allora fece finta di palleggiare col sasso. «Michael Jordan…ultimi secondi…forse perde qualche istante di troppo a centrocampo…attenzione si gira…il tiro della speranz….CANESTRO!!! Incredibile rimonta all’ultimo secondo, allucinante amici telesp… »

«Allora cos’e’ sto casino?!?! »

Michael trasali’ nel vedere il vecchio vicino di roulotte affacciarsi al finestrino. Senza pensarci due volte si affretto’ a raggiungere la fontana, senza voltarsi.

Mentre l’acqua fresca gli riempiva la bocca e si passava la lingua sulle labbra secche, spero’ che l’indomani “zio” Bessie si sarebbe dimenticato dell’accaduto. A volte l’alzheimer serve. Poi qualcosa richiamo’ la sua attenzione.

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