Bolidi – Il primo romanzo su blog

Agosto 20, 2007

Bolidi

Archiviato in: Bolidi, Primo capitolo — bolidi @ 8:57 am

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Era una fresca e tarda sera di mezz’estate. Un cielo innaturale, non del tutto buio, ed una luna a tre quarti che appariva e scompariva nervosamente tra banchi di nubi in corsa erano di scena quel giorno. Sembravano appena usciti da un film di Dario Argento e suscitavano a dir poco angoscia. Mark Stuart, un qualsiasi diciott’enne americano di una qualsiasi cittadina periferica, nella circostanza Greentown, camminava apparentemente spensierato in compagnia di colui che considerava il suo amico piu’ caro: un ragazzo di colore, Michael Grewn, molto alto e slanciato. Si definivano inseparabili, e cio’ era probabilmente dovuto ai molti interessi comuni: il basket, il computer, la velocita’…ma soprattutto la musica, alla quale dedicavano da sempre gran parte della giornata, strimpellando qualche loro canzone; era attraverso la musica che potevano esprimere i loro ideali ed i loro pensieri. Da poco avevano fondato anche un piccolo complesso, la cui sede aveva luogo nello scantinato di Michael.

Stavano camminando per cercare di estraniarsi da tutto cio’ che li circondava: si trovavano infatti in un campeggio in Florida, in compagnia (purtroppo) delle rispettive famiglie. Ritenevano l’animazione del camping a dir poco demenziale e tutti gli intrattenimenti e le festicciole troppo mondani per loro.

«Chi ha definito i ragazzi d’oggi superficiali ed incoscienti deve essere stato un pazzo!»

«Gia’, come d’altronde lo sono tutti quelli che gli danno retta. Credono che i giovani si bevano tutto cio’ che viene loro propinato. Assurdo!»

I due non comprendevano come, ogniqualvolta parlassero, arrivavano prima o poi a discutere dell’argomento. Era come se fosse stata loro inculcata dentro, una sorta di chiodo fisso. L’ultima volta era successo quando Mark era stato lasciato dalla sua ragazza: un’italiana, emigrata negli States per ragioni di lavoro di suo padre, che non aveva perso l’occasione di arricchire il suo bagaglio culturale iscrivendosi al college, al caratteristico “Saint Louise High School”. Qui i due si erano conosciuti e avevano approfondito il loro rapporto a poco a poco, fino a farlo sfociare in un grande amore, o almeno cosi’ lo definiva Mark. Ma quando tutto sembrava andare per il meglio, Chiara (o My Little Sweet Light, come la chiamava lui) spari’, e solo alcuni giorni piu’ tardi arrivo’ una lettera che notificava il ritorno al suo paese natale. Questo fatto aveva inciso molto sulla serenita’ di lui, che aveva incassato il colpo malamente: lo sguardo, da vispo e accattivante, era diventato serio e alle volte addirittura spento. Poi, grazie alla musica, era riuscito a riemergere da quel brutto momento; aveva persino composto una canzone in onore della sua ormai ex fiamma e gliel’aveva spedita; non aveva mai ricevuto risposta.

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